GENITORE IDEALE-BAMBINI TERRIBILI

RAGAZZI TERRIBILI

BAMBINI TERRIBILI

Oggi parliamo di bambini terribili, di tutti quei figli che fanno impazzire i propri genitori, di quei bambini ribelli capricciosi, oppositivi, etc. Parliamo di quel tipo di bambino che nel quotidiano è molto diverso dall’immaginario così pieno di aspettative di una futura mamma.

Quel piccolo teppista, così differente da quell’ angioletto che invece sembra sia il bambino dei vicini o della tua migliore amica. Insomma, quello che a volte ti fa pensare “la fortuna, tutta agli altri..?”

Quando si mettono al mondo dei bambini, tutti noi genitori abbiamo numerose aspettative su come vorremmo che sia il nostro figlio e quale risultato vorremmo ottenere attraverso l’educazione.

Abbiamo delle idee piuttosto chiare soprattutto su che tipo di educazione abbiamo deciso di dare ai nostri figli, su ciò che troviamo accettabile oppure no, su quello che faremmo nel caso di capricci e così via.

“L’affetto dei genitori per i figli e dei figli per i genitori può essere una delle più grandi fonti di felicità, ma in realtà al giorno d’oggi i rapporti tra figli e genitori sono, in nove casi su dieci una fonte di infelicità per ambo le parti.” – Bertrand Russell

È innegabile invece che ci sono difficoltà in moltissime relazioni tra adulti e bambini, quindi anche tra genitori e figli. In base all’ esperienza di ognuno o alle proprie convinzioni si tende a pensare che la colpa sia o dell’uno o dell’altro.

Tutti noi siamo stati figli, quindi abbiamo già ben formata una nostra idea su cos’è giusto che un genitore faccia oppure no. Quindi solitamente o riproponiamo lo stesso modello ricevuto oppure l’esatto contrario.

Inoltre, avere un bambino terribile crea anche ulteriori problemi, al di fuori della relazione stessa. Hai mai fatto caso quanto giudizio si ha generalmente nei confronti dei genitori che lamentano le loro difficoltà con i propri figli?

Quanta gioia invece proviamo tutti quando la problematica non ci riguarda. Infatti, siamo tutti felici quando riceviamo complimenti sulla condotta dei nostri figli, quando ci riconosciamo o gli altri ci riconoscono nella definizione di “bravi genitori”, avendo dei bambini identificati come figli ben educati.

“Crescere un figlio richiede molta pazienza. Soprattutto da parte del figlio.” – El Perich

Cosa fare allora quando siamo stremati, stanchi e demoralizzati e magari subiamo anche le critiche di altri. Cosa possiamo fare quando a scuola ci dicono di avere dei bambini problematici o dei bambini maleducati? Cosa fare quando la realtà è così lontana dalle aspettative che avevamo in principio?

Ma soprattutto, perché il virus della ribellione e della disobbedienza non colpisce tutti i bambini ma solo il nostro? Per fortuna c’è un perché. E, voglio tranquillizzarti perché, dato che c’è un motivo, vuol dire che c’è anche una soluzione .

Purtroppo, può anche capitare che, andando alla ricerca di soluzioni, si peggiori la situazione. Spesso si trovano un’infinità di libri che sanno dirti solo cosa non devi fare, dove stai sbagliando, ma che mancano di vere soluzioni.

“I genitori si sono così convinti che gli educatori sappiano ciò che è meglio per i loro figli, che dimenticano che essi stessi sono i veri esperti.” -Marian Wright Edelman 

Siamo purtroppo così insicuri delle nostre capacità che non possiamo che fidarci dei consigli trovati. Alle volte troviamo innumerevoli liste a mo’ di ricettario su come crescere un figlio e queste sono le informazioni più pericolose.

È relativamente semplice stilare una lista di cose da fare e proporle come la soluzione a tutti i mali. Non è per niente difficile vendere una moltitudine di libri dai titoli che propongono soluzioni a tutte le tue difficoltà quotidiane.

Ma cosa succede quando queste ricette non funzionano con tuo figlio? Penso che come minimo inizi a dubitare delle tue capacità di genitore. Oppure ti senti tanto frustrato e non capisci più quale sia la giusta direzione.

Forse inizi a pensare che, se quella era la soluzione miracolosa e con te non ha funzionato deve essere senz’altro colpa tua. Magari è colpa della tua incapacità di applicare dette regole oppure e colpa di tuo figlio e della sua irrecuperabile natura problematica.

Inizi a pensare che probabilmente lui non può essere soltanto un bambino terribile e che non c’è molto altro che tu possa fare fare e che presumibilmente ha qualche problema. Può capitare infatti anche che sia poi identificato e collocato in qualche diagnosi di patologia o disturbo del comportamento.

“Tutti i genitori fanno del male ai figli, è inevitabile. I giovani, come vetro puro, conservano le impronte di quanti li toccano. Alcuni genitori li macchiano, altri li incrinano, altri ancora li frantumano in mille pezzi, senza possibilità di recupero.” – Mitch Albom

Invece non sempre deve andare così. Ci sono soluzioni alternative e fortunatamente sono sempre più numerose.

Se ti dicessi che tuo figlio non vede l’ora di imparare da te, di sapere che si può fidare di te e di seguirti ovunque? Dentro di te lo sai anche tu che ho ragione, che quello che cerco di dire lo senti nel profondo.

O magari vorresti anche crederci, ma sei diffidente perché è così diverso da tutto quello che conosci e che vivi quotidianamente.

Il problema è solo che non c’è la soluzione facile che io possa scriverti qui. Non ti voglio preparare una ricettina con dieci regolette da applicare per tre volte al giorno oppure al bisogno, solo in caso di profonda disperazione.

Però ti posso dire, che tu puoi fare molto per cambiare le cose. È fondamentale che tu capisca che non ti sto dicendo che è colpa tua, che non sei totalmente responsabile di tutto quello che fa tuo figlio.

Lui è un essere a se stante, con le sue caratteristiche e le sue peculiarità, questo è innegabile. Ma tu puoi fare molto per voi e puoi aiutarlo a trovare la sua strada per esprimersi al meglio, per esternare ciò che c’è di buono in ogni essere umano, tanto più in un bambino.

“I bambini di oggi sono sottoposti a troppi stimoli che la loro psiche infantile non è in grado di elaborare. Stimoli scolastici, stimoli televisivi, processi accelerati di adultismo, mille attività in cui sono impegnati, eserciti di baby-sitter a cui sono affidati, in un deserto di comunicazione dove passano solo ordini, insofferenza, poco ascolto, scarsissima attenzione a quel che nella loro interiorità vanno elaborando.” – Umberto Galimberti

Ti posso dire però, che prima di preoccuparti di quanto tu sia un bravo genitore di fronte agli altri o di quante regole del galateo tuo figlio abbia memorizzato già, bisognerebbe che tu ti preoccupassi della vostra relazione.

Intendo proprio che dovresti analizzare attentamente che tipo di rapporto hai con il tuo figlio, sapere esattamente quanto si fida di te e di quanto rispetto ha dei tuoi insegnamenti?

Chiediti se riesci ad essere un buon esempio, se utilizzi metodi educativi rispettosi della natura dei bambini, oppure utilizzi le manipolazioni, le punizioni e i ricatti, ahimè come la maggior parte degli adulti.

Cadi anche tu, come molti genitori, nel tranello delle guerre, delle lotte di potere, nell’averla vinta tu per non rischiare di perdere il potere che hai su di lui? Sei proprio convinto che è proprio nato con lo scopo di distruggere la tua serenità? Ti sei mai chiesto il perché si comporta così?

E se lui fosse diventato nel tempo un bambino terribile solo perché non aveva alternative, perché sentiva che la ribellione era l’unico modo per far valere il suo diritto ad avere un’opinione, per poter esprimere un disaggio relazionale oppure per comunicarti che non si sente compreso.

“Non esiste rivolta senza la sensazione d’avere in qualche modo, e da qualche parte, ragione.” – Albert Camus

Allora, dato che tu sei il genitore e conosci meglio di chiunque altro la vostra relazione, io credo che tu non abbia bisogno di ricette miracolose per capire tuo figlio.

Ogni relazione è diversa e non credo che tu abbia bisogno dei consigli degli esperti, ma soltanto di osservarlo di più. Ascolta il tuo intuito per riuscire a capire ciò che ha da dirti e cerca di afferrare la ragione nascosta dei suoi comportamenti.

Ad esempio, molti genitori non vogliono minimamente ascoltare le richieste dei bambini riguardo alle cose che vorrebbero comprare, ne hanno quasi paura.

E se invece sognaste un pò ad occhi aperti insieme, magari facendogli delle domande sui suoi desideri, su ciò che sente che gli manca o che gli piacerebbe fare se avesse una bacchetta magica?

Potresti esternare anche tu i tuoi desideri e magari scopriresti che alcuni potrebbero anche essere realizzati con il tempo.  Raccontarvi i propri sogni e i propri desideri a vicenda, non farà altro che avvicinarvi. Potresti anche scoprire che tornare a sognare come un bambino per un pò non è così terribile.

In ogni caso non serve che tu vada a comprare ogni cosa che ti chiede, ma solo passare del tempo insieme a lui ed essere disponibile ad ascoltarlo. Questo atteggiamento nel tempo potrà portarvi alla conquista di una relazione più empatica.

“Una rivolta è in fondo il linguaggio di chi non viene ascoltato.” – Martin Luther King

Ci arrabbiamo perché siamo stressati, stanchi e demotivati, troppe volte insoddisfatti della vita o del lavoro che facciamo. Abbiamo bisogno di ritrovare il buono nei nostri bambini, coltivare con loro delle relazioni autentiche, ritrovare la gioia di condividere con loro un sorriso.

Una volta, appena nato c’era, ma poi è successo qualcosa ed ora non c’è più. Invece ci può essere di nuovo, e dipende solo da te. Sei tu l’adulto, quindi sei in grado di fare il primo passo verso di lui…

Prova ad accettare qualche suo piccolo errore senza rimproverarlo, tipo quando non usa la forchetta o quando rovescia il bicchiere a tavola, quando rientra pieno di fango dentro casa, oppure quando dimentica di fare il compito per casa.

Vedendo come ti comporti tu, capisce da solo quando sbaglia e che il suo modo di agire non è il più adatto. Ma ti sarà lo stesso grato per non averlo giudicato e quindi si sarà sentito più accettato, ed intanto impara.

“Il motore che determina nei bambini la capacità di crescere sia emotivamente che fisicamente è proprio questo: il sentimento di protezione.” – Lucia Atto

Sarebbe utile se riuscissi a ricordarti, semmai ti fosse capitato, quanto è stato bello provare quel senso di riconoscenza o quella automatica “voglia di voler bene” alla persona che invece di punirti o umiliarti quando hai sbagliato, con estrema tolleranza  ti ha semplicemente regalato un sorriso.

Ecco, questo potrebbe essere il mio unico consiglio, senza voler elaborare un altro ricettario: prima di sentenziare che lui è sicuramente un bambino terribile, uno problematico o che è una partita persa, ti inviterei a chiederti se una relazione diversa con tuo figlio sia possibile secondo te…

Di cercare di essere più tollerante, accettare il fatto che stia ancora imparando pertanto è scontato che ci siano degli errori da parte sua. Ricordati sempre che sta ancora imparando.

Dagli la possibilità di sbagliare e di correggersi e con il tuo aiuto, di poter rimediare. Sii solo disponibile ad ascoltare i suoi bisogni, i suoi sentimenti e le sue emozioni.

Anzi, ne avrei un altro di consiglio, di fare tutto questo anche con te stesso!

“Bisogna coltivare, soprattutto nei giovani, il coraggio di ribellarsi.” – Rita Levi-Montalcini

Racconta pure la tua esperienza se ti va, infatti mi piacerebbe se la riportassi nei commenti. Grazie!

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Autore: Amministratore

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